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Novità: British Institute of Florence pubblicazione online
Scarica la pubblicazione:Proceedings of the "Shakespeare and His Contemporaries" Graduate Conference. (PDF)Il British Institute of Florence annuncia la pubblicazione online del primo volume Proceedings of the "Shakespeare and His Contemporaries" Graduate Conference, che comprende atti scelti dei tre convegni promossi dall'Istituto nel triennio 2009-2011.
Le Shakespeare Graduate Conferences - con la partecipazione di docenti quali il Prof. Emerito Alessandro Serpieri, il Prof. Fernando Cioni, la Prof.ssa Claudia Corti e la Prof.ssa Paola Pugliatti dell'Università degli Studi di Firenze, del Prof. Keir Elam dell'Università di Bologna, della Prof.ssa Carla Dente dell'Università di Pisa, membro fondatore dell'Italian Association of Shakesperean and Early Modern Studies - sono nate per permettere ai giovani dottorandi e neo-dottorati, provenienti da dipartimenti linguistici, di spettacolo e umanistici delle università italiane, di avere uno spazio dove presentare ed argomentare i propri elaborati in tema.
Il volume raccoglie elaborati in lingua inglese ed italiana che rispecchiano, per varietà di contenuti e metodologie di analisi, l'attuale vivace interesse in Italia per gli studi shakespeariani: gli interventi spaziano dalle opere del Bardo a tematiche più generali riferite al periodo storico-culturale e a queste contemporanee.
Sommario
Gli atti del ‘Shakespeare and His Contemporaries’ Graduate Conference per gli anni 2009, 2010 e 2011 sono pubblicati online dal British Institute of Florence. I tredici elaborati presentati nelle prime tre edizioni del convegno sono stati selezionati tramite una revisione paritaria. La varietà di soggetti, metodologie e atteggiamento critico nei testi selezionati sono chiara indicazione, secondo noi, della varietà e vitalità degli studi Shakespeariani in Italia oggi.
Nell’edizione del 2009 troviamo la dissertazione di Simone Roviga sulla ‘de-musicalizzazione’ del tempus agostiniano nelle tragedie di Shakespeare, considerata come un perfetto esempio di un più ampio cambiamento culturale che, durante il Rinascimento, portò ad accantonare il vecchio e tradizionale modello di percezione e rappresentazione filosofica del tempo; segue il resoconto di Enrico Scaravelli sulla ‘bardolatry’ nelle adattazioni di Shakespeare nel periodo della Restaurazione, la maggior parte delle quali a cura di John Dryden.
Tra gli elaborati presentati nel 2010 troviamo quello a cura di Sheila Frodella sulle traduzioni, ri-letture e ri-scritture inglesi del Pastor Fido del Guarini; due lavori riguardano invece la figura di Shylock, uno di Chiara Lombardi che lo compara al Barabba di Marlowe nel The Jew of Malta, e l’altro a cura di Francesca Montanino che argomenta l’interpretazione del ruolo portato sul palcoscenico vittoriano da Henry Irving.
Tra le dissertazioni del 2011, il contributo di Francesco Calanca tratta le contraffazioni di William Ireland che includono la descrizione della produzione del Vortigern in Drury Lane nel 1796 (quando il verso “I wish this solemn mockery were o’er” provocò grande ilarità tra il pubblico presente); secondo l’interpretazione di Cesare Catà la forma anomala di retorica cortese in Romeo and Juliet è vista come un tentativo di Shakespeare verso il Neo Platonismo e la sintesi filosofica ficiniana con elementi luterani; l’elaborato di Elena Intorcia sulla traslazione e scenarizzazione di Shakespeare in ASL (Linguaggio dei Segni Americano) esplora le nozioni di gestualità; il testo di Domenico Lovascio che relaziona le opere di Lucan e Machiavelli alla seconda tragedia Romana di Ben Jonson Catiline His Conspiracy (1611); segue un’interpretazione di Maria Elisa Montironi sul Corialan von Shakespeare bearbeitung (1951) di Bertolt Brecht, visto come una ‘ri-scrittura interculturale’ del Corialanus; l’elaborato di Eleonora Oggiano analizza il contributo di George Gascoigne per l’intrattenimento organizzato dal Conte di Leicester per la Regina Elisabetta presso il Castello di Kenilworth nel luglio 1575, con uno studio comparato tra la versione a stampa e quella pubblicata anonima della ‘Langham’s letter’; Cristina Paravano affronta l’analisi della commedia Measure for Measure posta in relazione alla famosa versione della Bibbia di Re Giacomo (1611); chiude il volume lo studio comparativo di The Tempest e il Naturmärchen (1796-1803) di Ludwig Tieck a cura di Simonetta Sagliocca.
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Chi è Harold Acton?

Arthur Acton, padre di Harold, proveniva dal ramo italiano della famiglia inglese Acton, originaria dello Shropshire. Mentre la madre, Hortense Mitchell, era una ricca ereditiera di Chicago che poteva contare sulla fortuna accumulata dal padre banchiere dell’Illinois Trust and Savings. Hortense e Arthur si sposarono nel 1903 e nello stesso anno si trasferirono nella fiorentina Villa La Pietra che poco dopo Hortense acquistò.
Harold nacque a Villa La Pietra nel 1904 e crebbe nella colta società metropolita anglo-fiorentina che caratterizzò la vita della città alle soglie della Prima Guerra Mondiale. Compì i suoi studi a Eton e poi al Christ Church College di Oxford, dove fu lo studente più celebrato della generazione che incluse anche i nomi di Evelyn Waugh, Graham Greene, Cyril Connolly e Brian Howard.
A poco più di diciotto anni fu pubblicato, con grande successo a livello nazionale, il suo volume di poesie Aquarium (1923). I testi di poesia che seguirono ebbero meno successo e, dopo un tentativo sfortunato in campo letterario con un romanzo dal significativo titolo Humdrum (1928), trovò la sua più autentica vena di scrittore nel genere della narrativa storica. Il volume The Last Medici, uno studio sul Granduca Cosimo III e Giangastone de’ Medici, fu pubblicato nel 1932. Nello stesso anno Harold partì per l’Oriente e, dopo aver visitato il sud-est asiatico, si stabilì a Pechino dove insegnò inglese all’università per sette anni. Durante il soggiorno ebbe modo di imparare la lingua e di studiare il teatro classico cinese, un’esperienza che lo portò a realizzare numerose traduzioni dal cinese e a collezionare opere d’arte. In seguito alla mutata situazione politica in Cina e in Europa, Harold decise di fare ritorno nel vecchio continente per combattere contro Hitler. Dopo un donchisciottesco giro di conferenze attraverso l’Italia nella speranza di convincere il governo fascista di Mussolini a non dichiarare guerra al Regno Unito, si arruolò nella Royal Air Force e prestò servizio in India e nell’isola di Ceylon (Sri Lanka). I suoi genitori trovarono rifugio in Svizzera e Villa La Pietra fu posta sotto sequestro. Dopo la Liberazione Harold si trovò a Parigi come ufficiale dei servizi segreti ed ebbe modo di incontrare molti suoi vecchi amici come Gertrude Stein, George Orwell e Jean Cocteau. Pochi anni dopo la fine del conflitto diede alle stampe il testo Memoirs of an Aesthete (1948) in cui è esposto il suo personalissimo credo sulla bellezza artistica e naturale. Negli anni Cinquanta si trattenne a lungo a Napoli dove le sue ricerche d’archivio portarono come frutto due importanti studi storici: The Bourbons of Naples (1956) e The Last Bourbons of Naples (1961). Alla morte dei suoi genitori divenne il solo erede di Villa La Pietra, la residenza in cui trascorse il resto della sua vita. Un secondo volume di autobiografia, More Memoirs of an Aesthete, vide la luce nel 1970. Tre anni più tardi apparve il libro, in edizione di lusso, Tuscan villas, illustrato con fotografie di Alexander Zielcke e nel 1975 Harold pubblicò la biografia di una cara amica Nancy Mitford: a Memoir. Un’altra amica di vecchia data, Anne Rosse, era la suocera della princessa Margaret e, a seguito di questo legame, molti membri della famiglia reale furono ospiti a Villa La Pietra. Harold si dimostrò sempre generoso nel consentire ai visitatori di esplorare la sua dimora e il giardino circostante.
Harold Acton morì nel 1994, nella stessa casa dove era nato novanta anni prima. Harold è sepolto accanto ai suoi genitori e al fratello minore, che morì durante la Seconda Guerra Mondiale, nel cimitero degli Allori sulla via che da Firenze conduce a Siena. Decise di lasciare la sua parte di Palazzo Lanfredini, che già ospitava la biblioteca, al British Institute e Villa La Pietra, con le proprietà circostanti, alla New York University che attualmente usa La Pietra come il suo principale campus europeo.
Per sapere di più sulla storia del British Institute e della biblioteca Harold Acton vedi Breve Storia

