Archivio British Institute

Il British Institute fu fondato da un gruppo di anglo-italiani che intendevano contrastare a Firenze il partito che simpatizzava per la Germania durante la Prima Guerra Mondiale e promuovere la cultura italiana tra i politici londinesi.

 

Tra i fondatori storici, Arthur Acton, Lina Waterfield e Edward Hutton mantennero per tutta la loro vita un forte legame con l'Istituto. Arthur Acton passò addirittura il suo amore per l'Istituto al figlio Harold. Il materiale esistente riguardante la fondazione e i primi anni dell'Istituto ci testimonia l'opera di appassionati italofili come Janet Trevelyan e suo marito, lo storico George Macaulay Trevelyan, e i loro rapporti con influenti figure di politici, diplomatici e scrittori del tempo.

 

La collezione del The British Institute Collection - Serie I

Codice di riferimento: BRI
Data(e) di creazione: Dal 1917 al 1940 (con alcuni documenti aggiuntivi risalenti al 1955)
Nome del creatore: The British Institute
Ampiezza: 20 scatole 

 

Informazioni amministrative:

Numero di acquisizione: 00

Tipo di acquisizione (donatore, data, tipo di donazione, provenienza e storia della conservazione):

Materiale proveniente da più luoghi del British Institute: l'ufficio del direttore, la biblioteca, la scuola, l'ufficio della direzione, la segreteria, il corpo dei governatori, ecc. Il materiale non è stato ordinato in alcun modo nel tempo.

La Serie I raccoglie tutta la documentazione sul periodo dalla fondazione dell'Istituto alla sua temporanea chiusura nel 1940.

Per maggiori informazioni

Storia

Il British Institute fu fondato principalmente su iniziativa privata nell'autunno del 1917. Molto presto fu riconosciuta ufficialmente come istituzione e ricevette finanziamenti attraverso l'Ufficio Estero.

Le origini dell'Istituto sono descritte in dettaglio nel libro di memorie di Lina Waterfield (1874-1964), Castle in Italy. Con Edward Hutton (1875-1969, autore), Lina Waterfield ottenne uno spazio alla Loggia Rucellai in via Vigna Nuova. Qui fondò la prima sala di lettura dell'istituto e le aule. Il British Institute nacque come istituzione anglo-italiana impegnata nella ideazione e realizzazione di programmi di studio di lingua e cultura inglese e italiana..

Tra gli intellettuali che contribuirono a fondare l'Istituto nell'autunno del 1917 figurano: Dr. Guido Biagi (1855-1925, ricercatore e autore), Prof. Guido Ferrando (ricercatore e traduttore), Prof. G.S. Gargano (ricercatore e editore), Dr. Angiolo Orvieto (poeta) Sig. Carlo Placci (ricercatore), Prof. Gaetano Salvemini (1873-1957, storico e critico politico) e Dr. Aldo Sorani (1883-1945, giornalista). Significativi contributi dal fronte inglese provennero invece da Arthur Acton (1904-1994, padre di Harold Acton), Dr. Walter Ashburner (1864-1936, professore di giurisprudenza a Oxford), Edward Hutton, Herbert Trench (1865-1923, poeta) e Lina Waterfield. John Buchan (1875-1940, autore), allora Direttore dell'Informazione a Londra, supportò il progetto e Algar Thorold (1866-1936, ricercatore e traduttore) supervisionò il contributo governativo in quanto responsabile dei servizi d'informazione britannici in Italia durante le ultime fasi della Prima Guerra Mondiale.

Sir James Rennell Rodd (1858-1941, diplomatico), Ambasciatore Britannico a Roma, venne a Firenze per inaugurare l'Istituto nel giugno 1918. A quel tempo, era stato già assegnato il primo direttore, Dr. Arthur Francis Spender (zio del poeta Stephen Spender), e l'Istituto aveva trovato una sede più spaziosa in via Conti, 18. Con l'aiuto di Sir Rennell Rodd fu stilata una costituzione per l'Istituto. Fu anche avanzata la richiesta per la Royal Charter, concessa da re Giorgio V nel maggio del 1923. La moglie di George Trevelyan (1879-1956), autrice e figlia dello scrittore Humphry Ward, si occupò della gran parte del lavoro amministrativo necessario per ottenere il Charter.

Il sussidio iniziale offerto dall'Ufficio Estero continuò solo fino al 1921. A quel tempo il British era vicino al fallimento ma alcuni benefattori privati vennero in suo aiuto: Sir Daniel Stevenson (1851-1944, costruttore di barche a Glasgow), Sir Walter Becker (1855-1927, diplomatico) e Miss Renée Courtauld (morta nel 1962). Per quasi vent'anni l'Istituto sopravisse grazie a donazioni e alle proprie entrate fino a quando, nel 1939, il British Council, recentemente fondato, cominciò a sostenere l'istituzione e le sue attività. Nel maggio 1923, sotto la direzione di Harold Goad (1878-1956, soldato e autore), l'Istituto si spostò in via permanente a Palazzo Antinori, dove rimase per più di quarant'anni, fino al dicembre del 1965. Durante gli anni Venti e Trenta, l'Istituto divenne parte integrante della vita culturale di Firenze e instaurò forti legami con l'Università di Firenze.

La scuola offriva prevalentemente corsi di inglese per la formazione di insegnati italiani della lingua inglese. L'insegnamento, i servizi della biblioteca e il programma di conferenze si svilupparono ed ampliarono in questo periodo.

Le simpatie filo-fasciste del direttore furono di grande aiuto all'Istituto durante la crisi politica, ma sollevò anche polemiche all'interno dell'Ufficio Estero e tra i colleghi. Francis Toye (1883-1964), biografo di Verdi e Rossini, critico musicale per il The Morning Post, successe nel 1938 a Harold Goad nella direzione dell'Istituto. L'Istituto chiuse nel maggio del 1940 e restò chiuso durante tutto il periodo bellico.

 

Descrizione del fondo (disposizione inclusa):

Il materiale relativo alla storia dell'Istituto fu raccolto e spostato più volte. Solo una piccola parte è stata controllata e ordinata. L'unico tentativo di catalogare il materiale fu reso vano da un maldestro trasloco che confuse l'ordine delle carte. La Serie I copre gli anni del conflitto bellico e molto più di quanto si pensava andò salvato.

La documentazione che ci riporta l'opera del direttore e i suoi contatti coi governatori a seguito delle sue simpatie filo-fasciste è affascinante. Fino agli anni Cinquanta l'Istituto poté contare sul supporto del Corpo Governativo e di un Council finanziatore a Londra. La corrispondenza si compone in prevalenza di lettere che Goad scambiò con Janet Trevelyan, segretaria del Council a Londra dell'Istituto nei primi anni Venti.

Ben attestano il modo in cui il direttore fu criticato per il suo comportamento troppo apertamente filo-fascista. Eppure, senza il contributo di Goad (e le sue pubblicazioni sul fascismo) è probabile che l'Istituto non sarebbe sopravissuto alla crisi del '35. Oltre a questa documentazione, ci resta la fitta corrispondenza di routine dell'Istituto.

Il preside della scuola era inizialmente Aldo Ricci, che istituì per i suoi studenti un rigoroso programma di studi: il fondo dell'Istituto conserva le tesi presentati dagli studenti tra gli anni Venti e Trenta.

L'Istituto pubblicò inoltre libri e riviste di argomento relativo alla scuola e agli studi anglo-italiani. Le prime raccolte di saggi critici furono pubblicate in italiano sulla rivista La Vita Britannica.

La collezione nel complesso ha un valore inestimabile come testimonianza dell'attività svolta da un'istituzione culturale inglese in un paese straniero, e dei contatti con il paese ospitante, le sue istituzioni e organi politici.

 

Termini di consultazione:

 

Accesso

Le Serie I e II sono aperte alla consultazione

Copyright

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Riproduzione di materiale

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Esiste oggi un catalogo della collezione

 

Materiale inerente nello stesso fondo:

(1) Harold Elsdale Goad 1878-1956

AR 335.6 GOA

The working of a corporate state : a study of national co-operation (London, 1934)

AR 370.196 GOA

History of the British Institute of Florence (Firenze, 1939)

AR 820.9 GOA

Thirty-eight sonnets (London, 1958)

AR 820.9 GOA

To Italy from a constant lover (1943)

AR 945.091 GOA

The making of the corporate state : a study of fascist development (London, 1932)

AR 820.9 GOA

The blind prophet : a dramatic poem (London, 1903)

AR 820.9 GOA

The kingdom (London, 1913)

AR 820.9 GOA

Nimrod the builder : an allegory (London, 1906)

AR 820.9 GOA

A Franciscan garland (Perugia, 1951)

AR 271.3 GOA

Franciscan Italy (London, 1926)

AR 409 GOA

Language in history (London, 1958)

AR 271.3 GOA

Greyfriars : the story of St. Francis and his followers (London, 1947)

271.3 GOA

Franciscan Italy (London, 1926)

 

(2) Aldo Ricci (1893-1930)

AR 942 RIC

Le origini della civiltà inglese : opera postuma (Firenze, 1932)

 

(3) George Macaulay Trevelyan (1876-1962)

820.9 TRE

An autobiography & other essays (London, 1949)

Mary Moorman's memoir of her father

942.08 TRE

George Macaulay Trevelyan : a memoir (London, 1980)

 

(4) Janet Penrose Ward Trevelyan (1879-1956)

AR 945 TRE

A short history of the Italian people : from the barbarian invasions to the attainment of unity (New York, 1920)

945 TRE

A short history of the Italian people : from the barbarian invasions to the attainment of unity (New York, 1920)

820.9 TRE

Two stories (London, 1954)

820.9 WAR

The life of Mrs. Humphry Ward (London, 1923)

 

(5) Lina Duff-Gordon Waterfield (1874-1964)

AR 820.9 WAT

Castle in Italy : an autobiography (London, 1962)

 

(6) Sir Rennell Rodd (1858-1941)

942.08 REN

Social and diplomatic memories 1884-1893 (London, 1922)

 

(7) Ian Greenlees

C 370.196 GRE

The British Institute : its origin and history (Firenze, 1979)